Claudio Demurtas

Claudio Demurtas (Foto: Roberto Medda)

Claudio Demurtas è nato a Mores, un paesino della provincia di Sassari dove il padre, ufficiale dell’esercito, prestava servizio durante la guerra. Trascorse i primi anni del dopoguerra tra Ilbono nell’Ogliastra presso i nonni paterni, Palermo dove vivevano i nonni materni e Carbonia, la città mineraria del Sulcis fondata durante il Fascismo, dove il padre era stato trasferito per lavoro. Venne quindi a contatto con persone, lingua, ambienti non solo diversi, ma talvolta incapaci di comunicare tra loro, come quello agropastorale dell’Ogliastra, quello della grande città come Palermo e quello dell’industria mineraria, allora fiorente.
Queste culture così lontane e portatrici di diversi valori sono state fondamentali nella sua formazione e nella sua attività di scrittore; infatti, la mancanza di un’identità legata a un territorio storicamente definito ha suscitato in lui un’angoscia esistenziale che è stata la molla principale per la scrittura e nello stesso tempo gli ha permesso di superare i limiti imposti dall’ambiente mettendo ali all’immaginario. Trasferitosi a Cagliari, conseguì la maturità classica e a 18 anni si iscrisse all’Università scegliendo la facoltà di giurisprudenza più per tradizione di famiglia che per vera attitudine agli studi giuridici. Dopo la laurea, conseguita nel 1967, pensò all’inizio di intraprendere la carriera universitaria e quindi accettò l’incarico di assistente volontario del professore di Istituzioni di Diritto Romano che aveva apprezzato la sua tesi sperimentale sull’Istituto del matrimonio in Sardegna nel periodo medioevale. Poco dopo, però, di fronte alla prospettiva di svolgere per molti anni il ruolo di portaborse del professore, decise di lasciare l’Università e scelse di fare l’insegnante nella scuola media; non si sentiva tagliato per l’attività forense, né per la magistratura, mentre era attirato dalle problematiche giovanili che aveva già avuto modo di conoscere durante gli studi universitari in occasioni di supplenze temporanee e alle quali si sentiva vicino anche per la giovane età. Nel ‘68 la scuola era in fermento e gli insegnanti giovani erano pieni d’entusiasmo e affascinati dall’idea di cambiare il mondo insieme ai ragazzi. Insegnò Diritto ed Economia Politica nel triennio dell’ Istituto tecnico per ragionieri, per più di 40 anni senza rimpianti e ripensamenti, avendo sempre come modello la scuola di Barbiana di don Milani.
Iniziò giovanissimo a scrivere poesie e testi per canzoni, ma si avvicinò al romanzo quasi per caso, intorno ai trentacinque anni e da allora non smise più, perché aveva scoperto la sua vera vocazione letteraria. Quattro sono i romanzi che ha scritto: Chiaro di Venere, che è stato il primo, poi Via dei Misteri Gloriosi, pubblicato da Todariana di Milano, che ha vinto il premio letterario Città di Atella nel 1989 con un giuria presieduta da Domenico Rea (poi completamente rielaborato e diventato L’altra metà del cielo), La mariposa, pubblicato da Cocco di Cagliari, infine Uno sconosciuto amore. Attualmente sta lavorando al quinto romanzo. E’ da notare che i primi tre romanzi, dopo vent’anni, sono stati completamente rivisitati e rielaborati alla luce delle sue più recenti esperienze di scrittura e che è pienamente titolare e disponibile dei relativi diritti, sia dei romanzi pubblicati sia di quelli non pubblicati.
In conclusione, ...sono i sogni che trattengono il mondo nella sua orbita... (dal Memoriale del Convento di Josè Saramago).
 

Per Edizioni EventualMente® l'autore ha pubblicato:
Chiaro di venere - Collana Fiore di loto
 

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