Gocce di sentiero - Roberto Barbari

Gocce di sentiero - Roberto Barbari

Collana: Frangipani
Pagine 44, euro 10
Formato: 15x21cm
ISBN 978-88-96840-74-0
Luglio 2021 • In corso di pubblicazione
Con una nota di Francesca Rita Rombolà

"I sentieri nella selva sono tracce marcate che conducono verso l'ampia radura luminosa, e la Poesia va su questi sentieri alla ricerca del suo Eden perduto seguendo il richiamo dell' Essere".
 
Così il filosofo tedesco Martin Heidegger dice a proposito della poesia e del poetare. Dunque, la metafora del sentiero è abbastanza forte e importante in poesia. Nella silloge poetica di Roberto Barbari, "Gocce di sentiero", sembra che tale metafora abbia raggiunto quasi il suo luogo proprio. Emblematico al riguardo è, prima di tutto, e fin dal principio, il titolo: può un sentiero avere la sua consistenza e la sua realtà formate da gocce? E può disperdersi, anche, e frantumarsi in gocce? Sì in gocce, cioè in particelle molto piccole ma anche molto intense e fondamentali come i mattoni di una grande costruzione? Forse sì. Anzi, di sicuro sì perché il linguaggio della poesia non è linguaggio convenzionale e arido ma è ricchezza e pluralità di significati, apertura al mondo mediante la mente e il cuore, del poeta in primis, del fruitore, dell'ascoltatore, del lettore dopo. Roberto Barbari, come ho avuto modo di comprendere e di dire in altre occasioni, ha un feeling del tutto speciale con la Poesia e, da poeta, sa porsi in ascolto delle cose, sa veicolare il percepito e il vissuto, riesce ad assorbire in sé, come una spugna assorbe l'acqua, le assonanze del verbo che vuole percorrere interamente il sentiero per giungere fino agli uomini.
Un senso di eternità e di un qualcosa che va comunque sempre oltre traspare dalla poesia Eternità: "Alla ricerca di eternità chiama la morte,/senza però saperla uccidere./Come invece può l' amore!". E in un' altra poesia, dal titolo "Vanità delle vanità", preciso e affilato, si presenta il confronto ultimo con la morte nella differenza nullificata fra caratteri ed essenze umani: "La stessa morte/per l' impavido e per l'uomo che invece si è arreso".
Tramite la Poesia Roberto Barbari cerca di trovare o di ri - trovare se stesso e insieme l'uomo, non senza difficoltà perché il dolore, la sofferenza, l'oblìo, la nostalgia e la tristezza, spesso la sconfitta, si percepiscono chiaramente; ma vi è anche una speranza grande unita alla fede in Dio che non sono mai sottese o secondarie in tutta la silloge, e una certa forza caratteristica di questo poeta che ama il fuoco delle parole e il loro interno gelo che non paralizza e non distrugge ma in realtà edifica. Riporto alcune poesie di "Gocce di sentiero" la cui brevità è incisiva e illuminante come una folgore in un cielo oscuro. Peccato originale: "Ogni primavera che nasce/il mondo dell'innocenza porta/a quello della morte". Lacrime: Uomini e leggi tormentano il poeta". Luce ostile: "Nemica?/Fa sempre più paura il buio/a chi più paura porta nel cuore". Amarezza: "Ho aperto alla mia colomba/ma questa non ha aperto le ali ...". Niente: "Adoratori del niente./Anch' essi fatti a sua immagine e somiglianza". Sono piccole epifanie che schiudono mondi e dimensioni, infiniti e oscure, portatrici di un ermetismo che allude e indica, senza mai prevaricare, quasi un universo misterico staccato da un profano volere, agire e disquisire.
Mi piace concludere questa breve presentazione con due poesie della silloge che sembrano essere l' una, "Alla poesia", dedizione assoluta e una scelta totale che comportano sempre dei rischi e una rottura con il mondo quando si sceglie l'arte somma, l'altra, "Poeta", sorta o specie di monito, all'uomo di oggi soprattutto, a non distruggere o eliminare la figura del poeta dalla società e dal vivere in essa.
Alla poesia: "Perché fra te e il mondo./Fra il mercato e la solitudine:/fra la strada già battuta ed il sentiero da aprire:/io ho scelto te!". Poeta: "Cose eterne i versi del poeta:/non li trascurare con superficialità./Speranza dona la fede./E' questo essere poeta!".
Sì, forse io ho scelto te. Sì, forse è questo essere poeta.
 
Francesca Rita Rombolà

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