In pegno una rosa - Roberto Barbari

In pegno una rosa - Roberto Barbari

Collana: Frangipani
Pagine 44, euro 10
Formato: 15x21cm
ISBN 978-88-96840-77-1
Ottobre 2021
Con una nota di Francesca Rita Rombolà

E' sempre un piacere scrivere intorno alla poesia di Roberto Barbari. Questa sua nuova silloge poetica ha per titolo "In pegno una rosa". La rosa ha un significato molto particolare specialmente in poesia, e quando un poeta promette in pegno una rosa allora il lettore dovrebbe capire quanto al poeta costi fatica la propria scrittura, quanto i suoi versi avvolgono e permeano il suo essere, la sua vita, la sua esistenza tutta, quanto la parola poetica abbia un senso compiuto per ciascun vivente. Se egli da o premette, appunto, una rosa ciò vuol dire che la Poesia è bellezza, armonia, giocosità e levità come lo è il fiore della rosa in generale e ciascun suo petalo in particolare; ma la rosa è fatta anche di spine. Il suo gambo ha molte spine le quali sembrano quasi uno scudo a protezione di una meraviglia troppo grande, troppo profonda, troppo complessa per essere colta appieno o solamente e nudamente colta. E le spine portano dolore, sofferenza. Roberto Barbari non finisce mai di stupire e di coinvolgere con la sua poesia densa di significati e di allusioni, di metaforiche iperboli e di semplici o, all'occorrenza, compositi contrasti. Il suo linguaggio si pone, o meglio, si ripropone ancora una volta come tramite tra la realtà e l'universo simbolico - immaginifico che gli è speculare. In "In pegno una rosa" vi è il monito ma anche il consiglio, vi è la forza che sferza e che corrobora ma anche la dolcezza che stempera, la sensualità che convince e scioglie, il riverbero del cuore, il sospirare degli elementi, ciò che riesce ad unire o che può anche dividere l'uomo e la natura. Però, tutto sommato, la Poesia è per Roberto Barbari un tripudio dell'anima, una festa senza fine della libertà che non si ferma, non si piega, non arretra di fronte alle brutture e alle bassezze e ai suoi attentatori. Riporto la poesia, che apre l'intera raccolta, dal titolo Notte: "La notte t' insegue:/ti frana addosso e tu non puoi fuggire./Possibile che nessuno ti abbia mai/parlato delle stelle?". Il contrasto fra le tenebre e la luce è evidente: l'inesorabilità della notte, sparviera della paura e della fuga, si contrappone alle stelle che stanno in alto, nel cielo; corpi di luce, anche se lontane, e portatrici di luce sul cammino notturno di qualunque uomo. E, infine, proprio la poesia che chiude l'intera raccolta dal titolo La strada di casa: "Tutti percorrono il grande fiume./Ma quando al crocevia prendi la strada di casa,/la strada per il tuo cuore:/ognuno torna a casa da solo". Il grande fiume della vita trascina e muta i cuori e le coscienze, spesso travia, a volte allontana definitivamente dalla vera strada di casa che è sempre quella del cuore: la più bella, la più alta e nobile, la più sincera e soprattutto la più vera.
 
Francesca Rita Rombolà

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