Lambiccante Tortuoso - Pietro Carturan

Lambiccante Tortuoso - Pietro Carturan

Collana: Frangipani
Pagine 40, euro 5,00
ISBN 978-88-96840-00-9
Recensione di Fausta Genziana Le Piane

Lambiccante tortuoso ovvero la parabola esistenziale di Pietro Carturan
 
Curriculum di tutto rispetto per il poeta (e non solo) Pietro Carturan, nato a Casalserugo nel 1952. Anche paroliere, pittore, grafico, scultore, insignito di vari titoli di Cavaliere, Carturan ci propone una silloge poetica intrigante e sconcertante. Partendo dal titolo “Lambiccante tortuoso”, ci incamminiamo con lui nel suo vacillante viaggio nell’inconscio e nella vita - che è anche il nostro - e nella sua giocosa ricerca della parola, unico appiglio e approdo: “Lambiccante” e “tortuoso” vanno nella stessa direzione, quella della complessità della vita. I due aggettivi ci dicono che è inutile scervellarsi alla ricerca di una soluzione, con una serie di tentativi arzigogolati e scarsamente concludenti: la vita, insomma, ha uno sviluppo e un percorso contrassegnato da numerose curve e difficoltà che solo la scrittura è capace di aiutarci a superare.
 
Il poeta Carturan-Palazzeschi ha trovato una soluzione al rebus della vita a volte così desolante: si diverte. Si diverte con le assonanze, con le rime interne, con la ripetizione musicale di suoni come ninne-nanne: si veda a tal proposito il penultimo verso della lirica proposta e la ripetizione delle “s” all’interno del penultimo rigo, quasi un bisbiglio. Da notare, infine, la ripetizione dell’aggettivo “fatuo” che è il contrario di “serio” e “sensato”: corrisponde alla definizione della vita per il Poeta. E se il Poeta si diverte, lasciatelo divertire!

Lambiccante Tortuoso
Oscillo credo, vacillo,
semi-sentenza l’in forse;
patisco il mondo che opprime:
eterni fatui tormenti?
Arrovell’ansia capire
la nebbia angoscia tormento,
deriva, desolazione
d’un rassegnato tramonto.
Muto, il tuo verbo che coglie
le incontrollate preghiere,
il lambiccante tortuoso
d’un fuoco fatuo che freme.
Cerco l’appiglio, approdo
nell’angosciante deriva:
la gratuità di chi ignora
violenta, lenta, corrode,
pie fotocopie di Erode
che se ne lava le mani.
Quasi intravedo il domani,
ignota la direzione;
oltre i sospesi, sorpreso:
urla la mia condizione.
 

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