Lividi Mentali. Tanto tutto troppo poco - Giuseppe Fedele Di Maggio

Lividi Mentali - Giuseppe Fedele Di Maggio

Collana: Frangipani
Pagine 32, euro 3,50
ISBN 978-88-96840-02-3

Ristampa
Prima ristampa, Marzo 2011
 

Titolo Esaurito
Non è prevista la ristampa di questo titolo
 

Dolori Lucidi e Consapevoli
 
Per Giuseppe Fedele di Maggio la poesia esorcizza il dolore come succede ai più grandi Poeti: “Sois sage, o ma Douleur, et tiens-toi plus tranquille”, “Calmati, o Pena mia, e trova posa oramai”, diceva Baudeaire rivolgendosi al suo fastidioso compagno di sempre.
 
Il lessico della modernissima silloge poetica intitolata “Lividi mentali” di Giuseppe Fedele di Maggio ruota intorno a termini quali “lacrime” (due volte), “morte, “lividi”, “pianto”, “sonno” per non citare che i titoli delle poesie, ma termini come “tristezza”, “rimpianti” ecc accompagnati da aggettivi quali “tristi”, “infilzati”, “incomprensibili si trovano ovunque nei testi. Ma riflettendoci bene non potrebbe essere altrimenti per questa poesia tipicamente cittadina e dal sapore baudelairiano che é il grido degli emarginati. La poesia sociale dell’Artista di Maggio guarda con empatia agli oppressi che diventano i veri protagonisti delle sue intense liriche, tra barboni dimenticati, morti insabbiate/ omicidi disperati, tra un ROM ammazzato/ e un negro strangolato, tra quella razza che è diversa/quella razza che ti fa rabbia/quella razza criminale/quella razza di drogati/quella razza di coglioni...
 
La parola “livido”, simbolo di stati d’animo spregevoli o ostili di rabbia o di paura, fa pensare al dolore inferto e sopportato fisicamente (corpo) o emotivamente (cuore), ma in questa raccolta è un attacco alla mente del Poeta: perché definirlo livido della mente (Squarci di idee riempiono la testa appesa/a un filo di cemento./Pezzi di pensieri incomprensibili,/fatti per essere accoppiati.)? Perché è la ragione che si offende dinanzi al disprezzo per la vita e alla violenza gratuita e li rifiuta. Quello stesso cervello che insegue una farfalla…Infatti, non lasciatevi ingannare: il libro è un inno all’amore, ai dolci progetti primaverili, al sogno (cerca sempre di sognare) e a Vivere con l'armonia di fresche e profumate pesche avvitate all'ulivo secolare, per esempio. Le metafore e le immagini sono veramente emozionanti e vibranti.
 
Lasciatevi dolcemente cullare dalla musicalità di questi versi: rime e assonanze (semafori lampeggianti,/manette scintillanti,/feroci corse depistanti/fra un ROM ammazzato/e un negro strangolato) vi accompagneranno nel viaggio verso la conquista di questa poesia on the road. In compagnia di Jack Kerouac.
 
Fausta Genziana Le Piane
 

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