Marca Elefante non paga pizzo - Tommaso Maria Patti e i ragazzi di "Addiopizzo Catania"

Marca Elefante non paga pizzo - Tommaso Maria Patti

Collana: Fiore di loto
Pagine 184 euro 9,00
Formato: 15x21cm
ISBN 978-88-96840-07-8

Vignetta di copertina: Vauro Senesi
Recensione di Fausta Genziana Le Piane

Lettera aperta di Tommaso Maria Patti agli amici catanesi:
 
Cari amici catanesi,
per ora mi rivolgo a voi che siete “Marca Liotru”.
 
Ho scritto insieme ai ragazzi di Addiopizzo Catania il romanzo che parla di loro per contribuire col poco che so fare alla lotta di liberazione delle coscienze dei catanesi. Mi riferisco alla lotta contro il pizzo, ma anche all’istaurazione di una nuova cultura della legalità a Catania e in Sicilia in genere. Il romanzo che ne è venuto fuori è adatto a chi ama la legalità, i giovani e Catania. Per chi non conosce la città è un modo per farlo a partire dal suo lato migliore. I proventi della vendita del libro vanno interamente all’associazione e contribuiscono all’autofinanziamento della stessa.
 
Chiunque può condividere la battaglia di legalità portata avanti da questi ragazzi in vari modi: Partecipando alle loro riunioni, entrando nell’associazione e rimboccandosi le maniche, devolvendo il 5 per mille all’associazione, acquistando le bellissime magliette col loro logo, i pizzini della legalità o altri simpatici gadget, tutti molto economici. Da oggi si può pure contribuire al loro finanziamento acquistando, a soli 9 euro, il nuovo romanzo “Marca elefante non paga pizzo” per farne una simpatica lettura estiva. E’ scorrevole e leggero nei toni, anche se l’intenzione degli autori erano e sono serissime. Una lettura piacevole, insomma, per chi vuole sorridere alla speranza. Se ne può pure fare un regalo per giovani e meno giovani, non solo siciliani. Pensateci.
 
Leggo che Addiopizzo Catania ha già raggiunto su fb il numero massimo di amici, intorno a 5.000. Altri bussano e scalpitano per far parte del gruppo degli amici. Evidentemente il metodo portato avanti da questi ragazzi piace, oltre che produrre effetti importanti (lista dei negozzi pizzo-free, ecc.). Ecco, io penso allora che tutti questi amici di Addiopizzo hanno da oggi in poi un modo in più per “dare una mano”: Acquistare un po’ di copie del libro e regalarle.
 
Ai miei contatti Facebook catanesi chiedo infine, se hanno trovato convincenti i miei argomenti, di condividere nei modi che riterranno più opportuni questa mia iniziativa promozionale.

Addiopizzo ha necessità di finanziarsi, ma normalmente la sua attività non è vendere magliette o libri... Lo fa nei banchetti e altrove perché ce n’è necessità. Il suo impegno principale viene però indirizzato verso la promozione del “Consumo critico” e verso la diffusione nelle scuole ed università della “cultura della legalità”. Ecco perché mi permetto di intervenire personalmente nella promozione di questo libro. Ho curato insieme ad alcuni di loro la stesura del testo del romanzo, ho provveduto alle correzioni, ho contattato gli editori fino a sceglierne uno, ho verificato la qualità del volume che stava venendo fuori dal nostro impegno congiunto... Ora, essendo la vendita una fase cruciale dell’intera operazione, non posso certo tirarmi indietro. Saranno loro a vendere il libro, direttamente o tramite le librerie, e, coperte le spese, a raccoglierne integralmente il frutto in termini economici. A me la soddisfazione e l’onore di aiutarli e di associare il mio nome al loro. Vi pare poco?
 
Tommaso Maria Patti
 
Il libro è edito da “Edizioni Eventualmente” di Comiso (Rg), il cui titolare ha investito molto in entusiasmo e non solo.

 
Recensione del Libro a cura di Fausta Genziana Le Piane
 
La speranza di Catania, città dell’anima
 
Marca Elefante non paga pizzo:
un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità.
 
Nel romanzo scritto da Tommaso Maria Patti e i ragazzi di “Addiopizzo Catania” (recentemente pubblicato per le Edizioni EventualMente® di Comiso (RG), non a caso in Sicilia), è la città di Catania a fare da splendida metafora della condizione esistenziale e sociale dei suoi abitanti.
 
Come scrisse Maupassant nel suo “Cronaca d’un viaggio in Sicilia”, “Quel che suscita, tuttavia, l’impressione profonda dell’Oriente, quando si mette piede in Sicilia, è il timbro della voce... (Maupassant, p.30) E allora tendiamo l’orecchio a questa voce così ricca e così dolce…perché la Sicilia “onora l’antichità tutta che si eleva in questo cielo antico, queste nobili memorie lasciate dai maestri e dei maestri” (Maupassant, p.51): oggi i Siciliani – i giovani Siciliani - , “nel cui sangue scorre qualcosa che non esiste più, l’amore e la devozione per il bello” (Maupassant, p.63), costruiscono un’isola nuova, fatta di consapevolezza, riscatto, ribellione e libertà.
 
Seguiamola in questo romanzo corale la voce di Catania, di questa sirena maliarda, di questa Arianna che ci porge un filo che passa per la fatica del cammino intrapreso dai giovani di Addiopizzo per percorrere la strada della legalità, proprio come faticosa è la salita di via di Sangiuliano, là in alto, dove però la salita sta per finire…(p. 30). Catania ha un aspetto grigio scuro, il grigio incrosta talvolta anche lo stato d’animo dei ragazzi; Catania cresce e diventa più matura, i ragazzi crescono e diventano adulti; Catania si anima, i ragazzi si danno da fare; Catania pensa, i ragazzi riflettono; Catania è esausta, i ragazzi sono stanchi; Catania profuma tanto da addormentare, i ragazzi hanno mille dolcezze: l’onestà, la serietà, la lealtà...
 
Fin dalle parole di apertura: “Certe estati, a Catania, neanche la mattina presto si può respirare” (p. 21) la città diventa simbolo di una condizione che soffoca i suoi abitanti, quella del pizzo e della mafia. “Quelle giornate estive di caldo afoso e terribile che non davano tregua neanche all’alba (p. 27): loro sono come pitoni che stringono lentamente fino a soffocare” (p. 46).
 
Catania, ovunque Catania, ad ogni rigo del libro, e se da subito è identificata col caldo asfissiante, probabile metafora del malaffare, è anche collegata alla legalità: infatti è Villa Cerami, prestigioso edificio settecentesco e splendida sede della facoltà di giurisprudenza, uno dei primi siti a presentarsi sulla scena. Lì, appunto, si nutrono di dottrina della legalità alcuni di quei ragazzi che poi si impegnano sul campo.
 
In questo libro di costume Catania, oltre ad essere protagonista insieme ai suoi ragazzi, è evocata per il suo valore simbolico e concentra due aspetti: le attività e le passioni degli uomini, i vizi, la mancanza di lavoro per troppi giovani, i simboli della vita moderna, ma anche il patrimonio artistico inesauribile che possiede: i termini bellezza, magia e strega ricorrono moltissimo proprio perché fascinosa è la città, come ricco di fascino è il viaggio dei giovani protagonisti.
 
Catania è una fonte di poesia: “L’azzurro dello Jonio col contrasto del nero degli scogli lavici e il prevalente bianco delle cabine del lido creano una vista che definire suggestiva è poco. Credo che non se ne trovino molti nel resto d’Italia di lidi balneari caratterizzati da questa bellezza sfacciata: un lido di palafitte su acqua, scogli e qualche piccola gettata di cemento, che diventa un eccitante villaggio sul mare” (pp. 43-44).
 
La storia della letteratura offre molti esempi e modelli di città descritte con struggimento, evocate con amore e disperazione: dalla Londra dello sfruttamento minorile di Charles Dickens alla Roma di Alberto Moravia, dalla “cara, sporca Dublino” di Joyce e dei suoi personaggi, i “Dubliners” (Gente di Dublino) alla Parigi di Emile Zola e dei suoi abitanti degradati dall’alcool o di Balzac e dei suoi protagonisti avidi e ambiziosi, la Catania di Tommaso Patti e dei ragazzi di Addiopizzo non è né immaginaria, né trasfigurata, né sentita come un mondo a sé stante, ma è investita di una dimensione epica. Catania segna la scelta deliberata del presente, è il luogo d’elezione dell’intelligenza, propizio a tutti gli intrighi e a tutti i fantasmi. E’ il luogo dove si realizzano tutti i desideri. Se si rispetta Catania si rispetta se stessi, se si ha paura per Catania si ha paura per se stessi, se ci si lamenta di Catania ci si lamenta di se stessi, se si sveglia Catania si riacquista la propria dignità.
 
Per tutto il libro, la melodia musicale accompagna le riflessioni dei ragazzi di Addiopizzo, proprio perché la musica è il mezzo di comunicazione dei giovani: da “Per Elisa” a “Dammi tre parole”, da “Canzone del maggio” a “Nun te reggae più”, da “Beat it” di Michael Jackson a “Somewere over the rainbow”, la musica è il linguaggio universale che lega tutti i cuori.
 
Cos’è veramente la speranza?
 
“Per speranza intendo semplicemente il…sapere che c’è…il valutare un’alternativa, che esiste un altro modo. Questa alternativa è, se ci riferiamo esclusivamente e brutalmente all’aspetto del pizzo, la denuncia. Ma è anche il sapere come funzionano le cose in generale. Quindi per me l’informazione è speranza. E…non può esserci libertà senza informazione…libertà intesa come consapevolezza” (p. 176).
 
Fausta Genziana Le Piane
 

Ringraziamenti dell'autore
Carissimi amici di Addiopizzo Catania. Sono passati circa tre anni da quando è iniziato questo bellissimo progetto, quello cioè di realizzare insieme un romanzo che parlasse della vostra associazione e quindi di voi. Abbiamo attraversato varie fasi che non voglio qui commentare per l’ennesima volta.
 
Ora questa esperienza è finita o sta per finire. “Marca elefante non paga pizzo” è stato pubblicato. Alcuni lo stanno comprando; alcuni lo stanno leggendo. Fra pochi giorni, il 9 settembre, avrà luogo Presso Tertulia, alle 19,30, la prima e più importante presentazione che segnerà il momento finale del ciclo di nascita del libro. Poi si proverà a venderlo in misura significativa, ma questo dipenderà da tante cose, a partire dall’evidenza che verrà data dalla stampa a questa pubblicazione e al suo significato. Poiché, coperte le spese, tutti i proventi andranno all’associazione, se il librò avrà un po’ di successo potrà svolgere due compiti: diventare un piccolo ulteriore veicolo del vostro messaggio, contribuire a finanziare la vostra attività.
 
Si tratta comunque di una fase diversa del libro, abbastanza fuori dal mio controllo. In ogni caso, comunque vadano la presentazione, l’accoglienza da parte della stampa e la successiva fase di vendita, sento che il momento della nostra collaborazione, quello cioè della ideazione e realizzazione del libro si completa adesso. Potranno, se sarà il caso, esserci altre occasioni di collaborazione, magari di altra natura, chi può escluderlo? Ma sento che questo è il momento per una considerazione personale e tanti ringraziamenti.
 
La considerazione: L’esperienza fatta con voi è stata una delle più belle e intense della mia vita. Veramente, credetemi!
 
I ringraziamenti: Ad Addiopizzo in quanto associazione che ha voluto concedermi l’opportunità di questa collaborazione. A Chiara, Valentina, Simone, Salvo, Nadia, Lorena, Agata, Roberta, Angela, Davide e… a tutti gli altri ragazzi che fanno parte oggi dell’associazione o ne hanno fatto parte e che non posso citare uno per uno. Hanno fatto gioco di squadra, sempre. Ma ognuno di loro è una persona cui voglio un mondo di bene. Colgo l’occasione per ringraziare l’editore Nicola Rampin di Edizioni Eventualmente che ha creduto in questo lavoro, il prof. Elio Camilleri per la sua prefazione, Barbara Camilleri per la correzione delle bozze, Vauro Senesi per la bella vignetta presente in copertina, Chiara Scattina per la foto riportata in quarta di copertina. Ringrazio infine anticipatamente la dr.ssa Marisa Acagnino che ha accettato di presentare il libro.
 
Tommaso Maria Patti

 
Recensione del Libro a cura di Giuseppe Alessandro
(Libromondo - Centro di Documentazione sull’Educazione alla Pace e alla Mondialità, Savona)
 
Tommaso Maria Patti e i ragazzi di “AddioPizzo” Catania, EventualMente, 2013, pagg. 176, euro 9,00
Qualche anno fa comparvero, attaccati alle vetrine di molti negozi di Palemo, dei volantini con la scritta: “UN INTERO POPOLO CHE PAGA IL PIZZO É UN POPOLO SENZA DIGNITÀ”. Era una dichiarazione di principio di un gruppo di giovani palermitani, ma era anche l’inizio di una presa di coscienza e di una lotta per l’eliminazione di un sopruso secolare che ha determinato la rovina, cioè il fallimento, di numerosissimi operatori economici di quella città. O, tragica alternativa, la distruzione dei locali o l’assassinio dei titolari che si rifiutavano di pagare quell’ “obolo” obbligatorio a fronte di una non richiesta “protezione” dei locali. Il movimento “Addio pizzo” si è consolidato e sono ormai molti i titolari di attività commerciali e industriali che, con coraggio e forte determinazione, denunciano alle autorità i tentativi di ricatto anche se il fenomeno sussiste ancora ed è una delle cause dell’arretramento economico della Sicilia. Questo libro racconta la storia di Melo, Antonella, Serena, Rocco, Giuseppe e tanti altri ragazzi di Catania (L’elefante “u liotru” è la statua in roccia lavica al centro di Piazza Duomo ed è il simbolo di Catania) che, sull’esempio dei ragazzi di Palermo, hanno costituito l’associazione “Addio pizzo” e con un’azione educativa, a partire dalle scuole, stanno cercando di creare una coscienza legalitaria nella loro Città. Opera non facile in una regione dove esistono un’atavica sfiducia nell’autorità pubblica, ed una tradizionale tendenza a risolvere i problemi in via privata con l’intervento di “amici ”potenti o presunti tali. Il libro descrive, con forte partecipazione emotiva, l’entusiasmo, i dubbi, i ripensamenti, ma anche la forte determinazione, di questo gruppo di giovani, via via sempre più numeroso, per il raggiungimento di un obbiettivo di così alto valore civile.
 
Giuseppe Alessandro
 

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