Migliore è. Poesie di uno qualunque - Nicola Rampin

Migliore è, poesie di uno qualunque - Nicola Rampin

Collana: Frangipani
Pagine 48, euro 5,00
ISBN 978-88-96840-06-1

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Prefazione di Monia Mariani

stratta, surreale e dannatamente moderna. E’ questa la traccia, il filo “d’argento” che conduce ad un ritrovarsi, ad una scappatoia dentro la poesia dell’intimità. Rampin è - poeta bambino - innamorato del concetto dell’amore, deluso a volte, ma mai sazio. Mai spaventato . Beve costantemente al calice delle emozioni, fino a fondersi, a confondersi, a volte, nel suo humus liquido e primordiale. Sembra, a tratti, un cieco, un dannato, o un eroe antico alla ricerca di se o di quel che di se immagina; un fanciullo privato della sua puerile innocenza che lotta contro il caos dei mondi, senza ritrovarsi. La fede è la linea conduttrice, quel filo d’argento che il poeta tiene ardentemente tra le mani. Senza mai lasciare, senza mai diffidare, senza mai pentirsi di “credere”.
 
Desideri umani, forme e fantasie irrealizzabili, armonia di corpi pensati, colori di vita, certezza: è questa la poesia del Rampin – poeta bambino. Poesia di sguardo, di sagome, di identità e di velate somiglianze. Poesia astratta, ma solida e mai inventata. Mai sacrilega. Ma pura: intatta. Scrittura, la sua, per resistere, per perdurare, per non perire, per sognare. Poesia che squarcia, che inonda, e che sazia perché vince sul tempo. Che scorre nel reale sempre uguale, e nel pensiero sempre disuguale. Galassia di nervi attorcigliati, pulsare di suoni, freschezza di immagini che strillano mute nella mente e, che copiose, si riversano sulla carta come nero pianto, o come semi di altra vita generata dal caos primordiale e spasmodico.
 
Amore, Amore e Amore: in ogni strofa, in ogni punteggiatura o parola pensata, sussurrata o forse non detta. Amare d’Amore. Metamorfosi di silenzi: infinità. Sussurri nel cosmo. C’è un riscatto per il poeta - bambino? Nella poesia-follia che trascina via e risucchia il male liquido del mondo.
 
Monia Mariani
 

Il Poeta Nicola Rampin, uno qualunque...
 
Ma è veramente “uno qualunque”, Nicola Rampin, come vuol lasciarci intendere nella sua ultima raccolta di poesie intitolata “Migliore è...Poesie di uno qualunque” (Edizioni EventualMente®, 2010)
 
Le liriche, quasi tutte senza titolo a voler naufragare nel mare del senso, dicono di no. Momenti di anelito irrefrenabile al volo, di pura follia, di lucida riflessione s'intrecciano in un susseguirsi di domande nel desiderio di trovare una propria identità (volgare crisi d’identità).
 
Giustamente definito “Poeta bambino” da Monia Mariani nella Prefazione, Rampin lo è per la capacità che possiede di stupirsi e di rivelarci il suo fardello/d’emozioni notturne e di pensieri: da quello della morte a quello del legame con Dio, da quello dell’amore a quello della missione del Poeta. Qui vorrei soffermarmi. Innamorato del tempo in assoluto (amo il tempo, p. 8) più che dei concetti di passato, presente e futuro, Rampin riflette sul tempo che occorre per scrivere e il suo essere Poeta vittima anch’egli del trascorrere del tempo: come quel passare del poeta/che oggi scrive/e che domani forse se un tornado/di fortuna passerà/sarà letto (p. 10).
 
Il Poeta non può che scrivere con la speranza che le sue emozioni, sensazioni e sentimenti (parole molto presenti nelle liriche di Rampin) siano condivise. Solo forti emozioni portano alla poesia e non è un caso che Rampin usi termini come tornado, tuono, lampi, fulmine ecc in grado di risvegliare il cuore del Poeta perso nell’inganno dell’eternità. Ci esorta Rampin, ed esorta se stesso, ad esercitare la santa ginnastica della poesia e mai metafora fu più pregnante per dire che dobbiamo dare un senso alla nostra vita inviando nostalgici messaggi/bottiglie lanciate nell’oceano. Per Rampin tutto è poesia: la donna, la Fede, la guerra, il vivere male sono poesia di tutti i giorni.
 

Per te farfalla
Che voli sott’acqua
E fai dolce poesia
Insegui la debolezza
Del mondo
E stimola in nuovi versi
Avvenimenti migliori.
 

La farfalla si sa non vola sott’acqua. E allora? In questa lirica essa non vuole farsi vedere, vuole essere trasparente, lei, già simbolo di leggerezza ed inconsistenza. Spirito viaggiatore, la sua vista annuncia una visita, quella della poesia e della metamorfosi della nostra vita. Ci sembra allora che il messaggio di speranza di un mondo migliore racchiuso nella bottiglia e lanciato da Rampin nell’oceano, ci sia arrivato integro attraverso la sua poesia.
 
Commento di Fausta Genziana Le Piane
 

Roma, Gennaio 2013
 
Sulla scrivania, dimora senza pretese esibizionistiche, la copertina nera di “Migliore è – Poesie di uno qualunque” Nicola Rampin, e nel momento in cui accolgo la raccolta poetica sono rapita dal colore della copertina: Nero, un assorbimento di tutta la luce, e mi domando se la poesia di Rampin non sia proprio una combinazione di più colori di pigmenti…che danno vita al colore della sua poesia.
 
Un rock modulato da sprazzi di eleganza portati dal vento e dalle emozioni, dalla leggiadria con la quale la sua farfalla abita questa silloge, l’amore per il tempo che non ha né inizio né fine, né passato né futuro ma fluisce tra “ombre e luci” e nei “frettolosi giorni”.
 
Dà l’accordo il poeta mentre vola come spirito libero con il vento regnante, salta e ride e scrive, attendendo che, ancora una volta, il vento sfogli le pagine del suo libro.
 
Elementi gastronomici colorano pagine che divagano sul vivere male, contrapponendosi all’inchiostro che, imperterrito, lascia il segno ai posteri.
 
E vibrano le corde di una chitarra, che accompagnano un governo buffone, in attesa che le bandiere sventolino unite “la bandiera del Mondo”, Nicola racconta di un tempo in cui vive ed osserva, ama e dimentica e attende che “riflessi d’oro” s’intravedano all’orizzonte.
 
Recensione di Vanessa Falconi
 

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