Novara Il complesso del Macello Civico - Massimo Mormile

Novara - Il complesso del Macello Civico - Massimo Mormile

Collana Tarassaco
Pagine 128, euro 15,00
Formato: 17x24cm
ISBN 978-88-96840-65-8
Settembre 2020
Presentazione di Alessandro Canelli, Sindaco di Novara
 

I luoghi abbandonati mi affascinano, non posso fare a meno di immaginarli nel pieno del loro splendore, palpitanti, frequentati da persone che li rendono vivi. Ritengo che divulgare la loro storia sia un dovere, oltre che un piacere, un modo per dar loro parola, per stimolare l’interesse nei loro confronti ma anche per sottolineare che non sono morti, ma soltanto addormentati. In fondo è come narrare di noi stessi e di un tempo di cui siamo stati testimoni.
 
Sono attratto dai luoghi abbandonati per la suggestione che sprigionano. A dire il vero li sento parlare, ma lo dico sottovoce per evitare che qualcuno mi prenda per matto. Hanno tanta voglia di raccontarsi ma per ascoltarli ci vuole un po’ di sensibilità e tanta curiosità. La loro voce rapisce la mia attenzione, quasi mi avessero scelto quale collegamento fra loro e le persone che potranno soffermarsi ad osservare i miei scatti fotografici. Ciò mi rende lieto di poter contribuire a liberare e diffondere la loro essenza imprigionata dietro a sbarre di indifferenza e disinteresse.
Spesso mi sono sentito chiamare con insistenza e, senza porre troppa resistenza, mi ci sono accostato nel tentativo di carpire un po’ della loro anima. A volte rimangono chiusi dentro loro stessi, in altre occasioni fanno intendere che possono aprirsi, basta insistere un po’. E così è andata, anche questa volta. Dopo aver realizzato una pubblicazione dedicata al Palazzo dell’Esposizione Internazionale del Lavoro di Torino, ho ritenuto doveroso ripetere l’esperienza nella mia città, Novara.
 
A Novara esistono numerosi siti interessanti che meritano di essere raccontati con immagini. Uno di questi è proprio il Macello Civico, sul quale ho posto particolare riguardo. Fortunatamente per me il proprietario dell’area è il Comune di Novara, pertanto è stato relativamente semplice ottenere il permesso di entrare per realizzare un servizio fotografico. L’amministrazione comunale, consultata in proposito, si è resa disponibile da subito ad assecondare questo mio progetto e gliene sono riconoscente.
 
Lo scopo principale del lavoro è quello di congelare, quanto meno fotograficamente, l’inevitabile processo di decadimento che affligge questi siti e contemporaneamente di lasciare una loro testimonianza a futura memoria. Non sono tanto interessato a sottolineare lo stato di abbandono, che è sotto gli occhi di tutti, quanto invece ad evocare un mondo ormai scomparso che molti di noi hanno vissuto da semplici osservatori e talvolta da protagonisti. Nella fattispecie l’area sarà soggetta ad un processo di riqualificazione e questo volumetto potrebbe essere l’ultima occasione per ricordarla così com’è.
 
Sebbene il complesso dell’ex Macello Civico di Novara rivesta una certa importanza dal punto di vista storico ed architettonico, non mi risulta siano state tramandate adeguate testimonianze fotografiche, se non a corredo di un interessantissimo elaborato che cito in calce alla mia pubblicazione. Con dispiacere, infatti, devo constatare che ho fatto fatica a reperire immagini d’epoca e ciò conferma il merito di questa raccolta, ovvero consegnare alle prossime generazioni un’adeguata selezione di nuovi scatti. Mi auguro che questa mia intenzione, con il passare degli anni, venga sempre più apprezzata.
 
É stato suggestivo aggirarmi per l’area, accompagnato da una irreale colonna sonora composta dal silenzio e dall’immaginazione dei rumori di un tempo, mentre la città si faceva sentire in lontananza. Nonostante la fatica, avrei voluto rimanerci ancora un po’ solo per contemplarla a fotocamere spente, senza la preoccupazione di registrare compiutamente l’ambiente nel quale ero immerso. Ho desiderato che ad accompagnarmi ci fosse stato un testimone del suo periodo di maggior splendore, ma ciò non è stato possibile. Tuttavia ho sempre la speranza che, ora che questo libro è diventato di pubblico dominio, qualcuno mi ci accompagni nuovamente, stavolta non di persona ma sfogliando le pagine che seguono ed arricchendole di ricordi personali.
 
Ora che avete letto queste poche righe, magari dopo aver guardato le fotografie pubblicare sul libro, provate ad accostarvi ad uno di questi giganti abbandonati, sono certo che anche voi potrete ascoltarne la voce.

L’autore
 
 

La storia della nostra città passa anche attraverso alcune icone che molte generazioni di Novaresi hanno visto come simboli inequivocabili del territorio dove hanno vissuto e tuttora vivono.
Agli edifici storici e più antichi, anche artisticamente di elevato pregio, come la Cupola, il Broletto, il Duomo, il Castello, il Teatro Coccia, il secolo scorso ha consegnato alla città alcuni complessi che hanno urbanisticamente e architettonicamente arricchito Novara. Parlo del Mercato Coperto, del vecchio Stadio di via Alcarotti e del Macello civico.  
Proprio quest’ultimo, tema di questa pregevole pubblicazione fotografica, è il complesso che negli ultimi decenni ha subito la più evidente situazione di degrado.
Un po’ perchè la gestione dei macelli di questo tipo era diventata anacronistica, un po’ perché la riqualificazione dell’area non ha mai trovato in questi anni progetti validi e realizzabili.
 
I macelli comunali rappresentano un vero e proprio pezzo di storia del territorio di tante città. Per i residenti di Porta Mortara la sagoma inconfondibile dell’ingresso del nostro macello comunale e soprattutto la bella torre in stile liberty dei locali adibiti a frigorifero fanno parte da sempre dell’atmosfera familiare del quartiere. Componenti architettonici il cui pregio è preservato dalla Soprintendenza alle Belle Arti e che anche in futuro saranno conservati.
Perchè per l’area sta prendendo corpo un futuro nuovo, una riqualificazione che porterà nuove attività al suo interno, al passo con i tempi attuali.
 
Anche l’ex macello entra nel novero dei progetti ambiziosi di questa amministrazione comunale e che vuole riportare Novara al ruolo che le spetta, con nuova energia e operosità, con moderne possibilità di occupazione.
Ma senza dimenticare la dignità di un passato secolare, così ben testimoniato anche da questo libro.
 
Le fotografie, benchè per propria connotazione siano elementi statici, hanno in questa pubblicazione il grande merito di far trasparire la dinamicità del Macello civico, che viveva di vita propria, con una pregevole organizzazione interna, che però era collegato alla vita cittadina come erogatore di un servizio essenziale.
 
Il macello nacque in una Novara che si stava sviluppando e ampliando. Intorno a quell’area nel 1920, come testimoniano le immagini di allora, vi erano ancora campi, prati e cascine.
 
La nostra città è cambiata e cambierà ancora, ma ricordare il passato, renderci conto di come eravamo e del lavoro che ha permesso il nostro progresso ci aiuta a costruire l’identità di una comunità e a realizzare un futuro migliore.
 
Questo pensiero viene piacevolmente trasmesso ai lettori da questa pubblicazione e dal suo autore, Massimo Mormile, al quale va il mio sincero ringraziamento e quello della città che rappresento.

Alessandro Canelli
(Sindaco di Novara)
 

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