Puzzle d'amore - Nicola Rampin

Puzzle d'amore - Nicola Rampin

Collana: Frangipani
Pagine 70, euro 10,00
Formato: 12x17cm
ISBN 978-88-96840-49-8
Prefazione di Fulvio Castellani
Aprile 2018

È la memoria ed il sogno, sopra ogni cosa, a trasmettere le impronte, calde e voluttuose oppure rappresentative di un rimpianto, vibrante e cadenzato, di quel magico sentimento che è l’amore: libero di andare oltre il recinto della realtà, incerto se rimanere frammenti di giorni e di stagioni di trasformarsi in punto luminoso, costante ed iridescente.
Questo ci fa capire Nicola Rampin; e lo fa usando una grafia scritturale personalizzata, disancorata come appare da ogni e qualsiasi richiamo ad un modello già consolidato.
Ogni sua accelerazione lirica si veste di un vortice di momenti in altalena sia che a giocare con l’io e con l’altra ci siano tempi e luoghi dell’anima, sia che a svolgere il ruolo di protagonista … in Puzzle d’amore Nicola Rampin si dimostra poeta sensibile e dal calco inconfondibile.
 
Fulvio Castellani
 

È la memoria ed il sogno, sopra ogni cosa, a trasmettere le impronte, calde e voluttuose oppure rappresentative di un rimpianto, vibrante e cadenzato, di quel magico sentimento che è l’amore: libero di andare oltre il recinto della realtà, incerto se rimanere frammenti di giorni e di stagioni di trasformarsi in punto luminoso, costante ed iridescente.
Questo ci fa capire Nicola Rampin; e lo fa usando una grafia scritturale personalizzata, disancorata come appare da ogni e qualsiasi richiamo ad un modello già consolidato.
Ogni sua accelerazione lirica si veste di un vortice di momenti in altalena sia che a giocare con l’io e con l’altra ci siano tempi e luoghi dell’anima, sia che a svolgere il ruolo di protagonista venga a trovarsi il “noi”, ossia il piacere del conoscersi, dello stare assieme, del correre assieme “rinfrescando le rotondità / dell’amore frizzante / nei giardini del musicista solare.”
C’è, in ogni accensione lirica, una componente colloquiale anche se il discorso sembra talora snodarsi sul filo di un modulo segnico in cui il rincorrersi delle immagini e degli ammiccamenti si fa diario mentale, cronaca vissuta od attesa.
Nicola Rampin si dimostra poeta sensibile e dal calco inconfondibile, autentico “pescatore di sogni / nel mare di carta” in grado di stupire sempre per la piena delle immagini che riesce a mettere in circolo usando una grafia che non fa che esaltare “l’arcobaleno dell’amore” e le “ giostre schierate / nei luna park / dell’amore”.
La silloge si muove in due tempi, quasi una prima e un dopo, ovvero un ieri che rimane impresso nell’io ed un poi che si va delineando con tonalità calde e vibranti, come caldo e vibrante è il desiderio di Nicola Rampin di dare corpo ad un puzzle non effimero, ma tale da pungolare la sua creatività, il profumo di un attimo infinito, lo stimolante aroma che uno sguardo bramoso sa regalare all’aria sfiorando “bianche distese / di passione”...
“Sonnambuli / del tempo” vengono definiti i poeti nella seconda parte della silloge ma la sua confessione d’amore, per la poesia in questo caso, è di quelle che lasciano il segno in quanto la poesia, per lui, diventa musica, forza, purezza, armonia, parentesi dove riesce ad incapsulare “tutti / gli acidi fastidi”, quasi che i versi assumano il ruolo di un’amante vogliosa di libertà, di emozioni forti, di pensieri in altalena tra “parole d’amore / dolci di sesso” ed il “calcolo matematico / dell’essere interiore”.
Ciò che conta, sembra suggerire Nicola Rampin, è trovare la forza di volare oltre e al di sopra le frontiere del tempo e la geografia della solitudine. E lui ci è riuscito, amplificando anzi i ritmi dei turbamenti e dei riverberi, e trasfigurando in mito ogni impulso, ogni stupore, ogni traiettoria di luce e di desiderio.
 
Fulvio Castellani
 

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