SETTE è BELLO - Claudio Rampin

SETTE è BELLO - Claudio Rampin

Collana Fiore di Loto
Pagine 68, euro 10,00
Formato: 15x21cm
ISBN 978-88-96840-21-4
Marzo 2013
Prefazione di Monia Mariani

Quando il racconto si sposa con la modernità. E' l'esempio di "SETTE è BELLO" nuova opera di Claudio Rampin, in cui l'autore piemontese di origini venete, costruisce un simpatico ingranaggio, utilizzando dietro la forma del racconto e della finzione, l'arma rivelatrice della metafora. Svelando, mano a mano nei racconti, quello che è il suo intento: nel mondo dell'infanzia, oltre alla magia e alla fantasia, ci deve essere prima di tutto l'insegnamento.
"Non nascondiamoci facendo paragoni economici o di tornaconto, l'ambiente è un tesoro che va salvato e rispettato perchè è la vita di ognuno". Una società migliore dunque à quella a cui anela l'autore: e ciò sarà possibile solo se l'educazione di quelli che saranno un domani, uomini e donne, sarà basata su determinati canoni di moralità e rispetto. Un libro che fa senza dubbio divertire, ma imparando.
 
Tratto dalla prefazione di
Monia Mariani


Libromondo, Newsletter n. 13/2014 - Luglio 2014
 
Questo libro di Claudio Rampin è un insieme di sette racconti fantastici, che presentano sette storie differenti e celano diverse metafore. Nelle varie narrazioni, vengono affrontate molte tematiche che portano tutte ad uno stesso finale: un finale morale ed educativo. Infatti, l’intento dello scrittore è quello di insegnare alle nuove generazioni il comportamento da tenere e le regole necessarie per far sì che tutti, ma in particolare i più giovani, possano vivere in un mondo migliore. Perciò il libro è scritto per i più piccoli, ma anche agli adulti non farebbe male leggerlo: infatti sono loro che danno l’esempio ai bambini e, visto che la maleducazione e l’inciviltà dei più grandi ormai dilagano, sarebbe meglio per loro ritrovare i valori etici e morali perduti. L’autore riesce ad unire insieme l’aspetto educativo e il divertimento: storie molto fantasiose e a volte un po’ forzate, riescono a tenere alto l’interesse del lettore per tutta la seppur breve durata del testo. Fantadiario: la prima storia parla di un diario che appartiene ad Oberdan, un bambino che frequenta le scuole elementari; un giorno il diario inizia a parlare al fanciullo che inizialmente rimane stupito, ma poi inizia a dialogare vivacemente con l’agenda: questa gli racconta le sue avventure, precedenti all’acquisto di Oberdan. Prima era appartenuto a un giornalista che era dovuto partire per raccontare una guerra in un zona bellicosa; ritornato a casa si era sbarazzato del diario in un cassonetto per la raccolta differenziata. Rilavorato, uscì dalla cartiera come nuovo e venne acquistato da un meccanico d’autovetture che vi annotava tutti gli attrezzi e i pezzi necessari per il lavoro di quel determinato giorno; terminato l’anno, l’agenda venne messa nuovamente in un contenitore specifico per la carta e ricreata un’altra volta. Nantea, una bambina mulatta, comprò a sua volta il diario per regalarlo a suo padre Rocco, che lavorava nel circo appena arrivato in città; lui vi annotava le battute e i diversi numeri da esibire: viaggiavano molto. Un’altra volta, venne riciclato e messo in vendita e il nuovo proprietario fu Salvatore, un ragazzo ripetente, pelandrone e con il vizio di disegnare sui muri: anche se le sue opere erano belle un giorno venne scoperto e da lì cambiò radicalmente; costretto da una commissione minorile a rimediare e studiare anche durante le vacanze estive, divenne infine uno studente modello. L’ultimo proprietario prima di Oberdan era stato un rappresentante che vi scriveva solo nomi e appuntamenti. Un re di cartone: il re di Sabbross, buono e disponibile, ordina di costruire un castello fatto di cartone e di attaccare sulla sua superficie la storia di ogni abitante di quel paese. La corte, finiti i lavori, si trasferì lì ed Eulalios verrà ricordato come il re di cartone. Lontani camini neri: l’autore parla in prima persona e ripensa alle vacanze natalizie e alla festività della Befana di quando era bambino; analizza criticamente i cambiamenti che si sono verificati nel tempo e soprattutto le nuove tecnologie. La fattoria di nonno Bepi: tutti gli animali raccontano il sogno fatto la notte precedente, tutti hanno sognato cose belle e si vantano di sé stessi, punzecchiandosi tra loro. L’unico rimasto in disparte è il gatto che evita i rimproveri del nonno Bepi, ricevendo da lui molte carezze. L’uomo d’acciaio: questa storia parla di un commesso presso un grosso rivenditore di ferramenta che, nel suo tempo libero, svolgeva volontariato; veniva definito uomo d’acciaio per le sue doti nei salvataggi e nei recuperi, ma anche nel lavoro era il più esperto e professionale impiegato che si potesse trovare. Tuttavia anche lui era un essere umano con la sua storia di dolore: la moglie era morta molti anni prima durante una vacanza, ma di ciò nessuno aveva più parlato per rispetto nei suoi confronti e per non peggiorare il suo stato di tristezza. Arlecchino: Carlotta era una bambina molto curiosa che aveva chiesto alla madre se potevano andare a visitare il teatro vicino casa loro; riuscite ad entrare trovano uno degli attori, che l’indomani sera avrebbe dovuto recitare in una commedia, che stava piangendo: il vestito da Arlecchino che gli serviva per lo spettacolo si era sbiancato e lui non sapeva come fare! Allora Carlotta e la mamma corsero a prendere dei pennarelli per colorarlo e in poche ore finirono il lavoro, facendo tornare il vestito al suo splendore. Così, come ringraziamento, ottennero i biglietti per vedere lo spettacolo. Proby: questa storia narra di un elefante eroe, protagonista di una favola che un padre racconta alla figlia. Durante l’esibizione del mangiafuoco, al circo, qualcosa va storto e il telone s’incendia facendo fuggire la gente: i pompieri intervengono immediatamente riuscendo a salvare gli spettatori mentre l’elefante salva gli altri animali in gabbia, bagnandoli con l’acqua aspirata con la proboscide in uno stagno vicino e proteggendo i suoi simili dalle fiamme. Proby viene così insignito del titolo di pompiere durante uno spettacolo. Nelle sette storie vengono criticate in generale le nuove generazioni e le nuove tecnologie che distolgono il bambino dai giochi tradizionali e dalla lettura; viene spesso citata la raccolta differenziata e vi sono riferimenti alla salvaguardia dell’ambiente; ogni storia è una lezione di vita che invita ad aiutare sempre il prossimo e a non mollare mai, nella certezza che ciò che di buono facciamo per gli altri ci sarà ricompensato e che tutte le difficoltà vengono superate, con l’impegno, la costanza e un po’ di ottimismo. Insegnamenti che anch’io cercherò di continuare a seguire e a mettere in pratica il più possibile.
 
Alberto Ivaldi – studente Liceo Classico “G. Chiabrera” Savona

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