Una rosa nera - Monia Mariani e Nicola Rampin

Una rosa nera - Monia Mariani e Nicola Rampin

Collana: Frangipani
Pagine 48, euro 5,00
ISBN 978-88-96840-09-2
Febbraio 2011
Opera disponibilie sino ad esaurimento scorte. Non è prevista la ristampa di questo titolo
 
Foto di copertina: fotografia rielaborata da Giuseppe Spataro, e Nicola Rampin

Silenzio, è di scena la luna
 
“In qualche luogo i sogni diventeranno realtà.
C'è un lago solitario
illuminato dalla luna per me e per te
come nessuno per noi soli”

Così dice Pessoa in “Licantropia” e la luna accompagna noi lettori innamorati e sognanti in questo viaggio che i Poeti compiono da sempre nel loro e nel nostro cuore. Lo sguardo “malinconico della luna” ci guida nella lettura della sintetica e infuocata silloge (“vulcano d’anime”) di Nicola Rampin e Monia Mariani intitolata “Una rosa nera”.
 
La metafora della luna, che scorre come acqua leggera in tutta la raccolta, porta con sé altri elementi che contribuiscono a creare il clima poetico: il sogno, la solitudine a due in cerca dell’universo da condividere, la notte - la notte è - dominatrice ovunque (“Tiepida notte/Calda di note:/ebbro silenzio su me”), le stelle (“talco di stelle sul cuscino”), il silenzio, la natura complice, le nuvole, il sonno “rubato” in cui scivolano i protagonisti, il desiderio “incolmabile”.
 
Tutto diventa poesia - pelle di poesia - e tutto porta alla quiete dei Poeti, degli apostoli-poeti che lottano per scrivere/Versi indelebili.
 
Su ogni cosa domina l’amore, l’amore sensuale, ebbro, totalizzante, divorante fatto di sguardi, di baci, di dolcezza, di tempesta e di quiete. La storia della letteratura è piena di duetti d’amore, da Abelardo e Eloisa al Visconte di Valmont e la Marchesa di Merteuil. Il duetto fra i due amanti complici di questa silloge si colora di bianco, di rosso e di nero, con l’aggiunta di alcune pennellate di turchino, turchese, rosa, azzurro, giallo: Il colore della notte/dipinge/lo sguardo/malinconico della Luna;/dalle sue rosse labbra/neri sogni.
 
Il pregevole colore nero ricorre anche nel titolo - Una rosa nera - a simboleggiare l’eleganza e raffinatezza di questo duo vellutato: l’austerità, la temperanza e l’umiltà sono doti dell’amore. Il nero è sempre associato al bianco, il suo contrario, che colora altri aspetti dell’amore, la purezza e l’innocenza. Nel mondo in bianco e nero dei due protagonisti, il rosso aggiunge il fuoco e la passione, il sangue e l’inferno degli amanti.
 
Nel titolo (Una rosa nera) c’è anche il simbolo della rosa: RosaNera di Nero Raso/allungata nei sogni/fluttua la vita/nelle spine della luna/pallida di vento sporco./Tralicci di rosse mani dentro noi e alla fine: Rosso-azzurro-rosa/Seme trascinato/Dal vento casuale o voluto dall’amore?/Grande vita! La rosa è simbolo della donna - il fiore simbolico più usato in Occidente - notevole per bellezza, forma e colore. Perché non gialla o rossa ma nera? Perché la donna - la rosa - ama la notte, il silenzio e i sentimenti profondi e determinati - il nero.
 
Come il nero ha bisogno del bianco, la notte non ha senso senza il giorno, né il buio senza la luce, né la luna senza il sole e così ci sarà il risveglio e, dopo la veglia, può essere ancora domani, può essere l’alba - l’alba bagnata - di un nuovo giorno: Colline di sabbia turchina/Scivolo nel sonno;/sembianze dai vetri/un rivolo di notte/è già Tomorrow. La notte acquista valore e significato dalla luce, Accecati da una luminosità/ lunga, buia, rosa d’amore,: in questo verso dominato dall’ossimoro luminosità/buia tornano i colori, il nero e il rosso e tutto si chiude in un cerchio di poesia.
 
Fausta Genziana Le Piane

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