Verso Nordest Skorohodowa - Nicola Rampin

Verso Nord Est Skorohodowa - Nicola Rampin

Collana: Frangipani
Pagine 40, euro 20,00
Formato: 12x17cm
ISBN 978-88-96840-28-3
Marzo 2015
Prefazione di Monia Mariani

Come una tenue traccia d'inchiostro che si mescola all'universo impetuoso affiora un mondo disincantato che si apre oltre il taciturno rumore delle sillabe che sembrano sassi o petali, assenze o voci.
Skorohodowa è una meta, un'ideale di imperfezione, una metafora dell'esistenza altalenante tra neri sogni e autodistruzione. Un viaggio immaginario verso l'est, alla ricerca di una terra perfetta costellata da sogni dorati, da passione e debole libertà. L'illusione di una nuova terra dell'oro dove poter coltivare i propri desideri e riscrivere la propria esistenza. Un percorso verso lo smantellamento dell'essere, la sua polverizzazione, la sua privazione o mistificazione, l'incompletezza pungente della sua non-identità.
Skorohodowa è l'immagine di donna, è interiorità e profondità di suoni, arrendevolezza, desiderio e vizio incompiuto. Skorohodowa rappresenta le mille maschere del mondo, i suoi vuoti, i suoi binari spogli; la desertificazione degli ideali. Essa è carne e vento, i minuti interminabili delle più oscure privazioni. E' il cristallo che scivola nella mente e l'ingombro della luce immaginaria che la colma e l'annulla. Skorohodowa è il canto della terra, ricchezza e povertà sotto lo stesso cielo; è un inno all'amore, è l'oro del tempo, l'infinito tremito del cuore.
Skorohodowa è il miraggio oltre il vacuo potere che avvelena il mondo con la corruzione dilagante, l'onestà negata e l'ipocrisia senza freni.
Ma l'occhio del poeta riesce però a scorgere un'immaginaria “Linea del tramonto” dove “rigidi inverni nascondono timide bellezze” e dove il bianco della neve e il rosso dell'amore riposano “in gabbie di speranze perdute”. Immaginando nuove primavere, sbocciano solitari petali di rose bianche che cadono pesantemente sul terreno mentre lontano si ode una flebile voce.
Ma se tutto è oblio, falsità o solo sogno triste, resta la memoria del silenzio, un vergine e melodioso canto nel disegno della vita.
 
Monia Mariani
 
Sansepolcro, Novembre 2014
 
Monia Mariani
 

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