Comunicato stampa del 23 Marzo 2017: In una Sardegna onirica degli anni Sessanta, un giovane trova l'amore e scopre che il mondo è più grande di quello che credeva

23 Marzo 2017

Esce per Edizioni EventualMente® Chiaro di Venere di Claudio Demurtas, un romanzo ambientato negli anni ’60 che, per la particolare qualità narrativa e il virtuosismo stilistico, parteciperà alla 55a Edizione del Premio Campiello. Il libro narra la storia di Federico Nemis, uno studente universitario di giurisprudenza, debole e titubante, insoddisfatto della vita, spesso invischiato in amori complicati, indifferente alle contraddizioni e alle problematiche di un’epoca che contesta idee, valori e comportamenti del passato, ma fanatico del mondo calcistico, l’unica sua vera passione giovanile.
La nomina di insegnante di lettere in una scuola media di uno sperduto paesino della Sardegna si rivela tuttavia provvidenziale. Fare il professore gli permette di acquistare una certa autonomia economica e dalla famiglia d’origine, ma soprattutto di comprare la sua prima Seicento, un grande vanto per quegli anni. Diventa pertanto il punto di riferimento di molti alunni, che lo apprezzano per la sua passione istintiva.
L’iniziale indifferenza a tematiche politiche, sociali e religiose lascia così finalmente spazio a un percorso di formazione e di crescita anche grazie all’incontro con Luisella, una matricola della facoltà di giurisprudenza che proviene da un ambiente sociale operaio molto diverso da quello di Federico, con cui sosterrà pian piano accese discussioni politiche. È il 1963, in piena guerra del Vietnam con tutte le sue atrocità, ma altre saranno le occasioni di dibattito, tra cui l’elezione in Cile di Salvador Allende nel 1970 e il golpe dell’11 settembre 1973 che porta al potere Pinochet.
Caduti i pregiudizi che l’hanno condizionato profondamente e negativamente, e in seguito agli incontri con don Marino, un prete contestatore, Federico trova infine se stesso e gli altri, l’amore tanto agognato e la vita.
Con questo romanzo d’esordio Demurtas filma una condizione umana più vasta con descrizioni puntuali, personaggi che si incontrano, si perdono e si ritrovano, emozioni, digressioni ragionate su liberalismo e comunismo, religione e religiosità, excursus antropologici, geopolitici e sociologici. Il tutto usando la parola in modo talentuoso, tessendo metafore e un fraseggiare classico e moderno allo stesso tempo.
 

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Comunicato stampa del 2 Maggio 2016: Un racconto fantastico ispirato al progetto The Floating Piers di Christo sulle acque del lago d’Iseo

2 Maggio 2016

È uscito fresco di stampa per Edizioni EventualMente® Il Ponte magico di Federica Scolari, un racconto ispirato al The Floating Piers, il nuovo progetto dell’artista di fama internazionale Christo, noto per la land art e le installazioni modellate per fondersi con paesaggi e monumenti.
Dal 18 giugno al 3 luglio il lago d’Iseo ospiterà infatti un ponte galleggiante giallo che collegherà Sulzano, Monte Isola e l’isola di San Paolo. Su questa passerella i visitatori potranno camminare come in un sogno, sospesi sulle acque, nello stesso modo in cui attraverserebbero un prato.
Anche il protagonista de Il Ponte magico ha dovuto attraversare le acque di un lago: da piccolo, in barca con il nonno. Diventato ormai anziano, siede in poltrona davanti alla fi nestra per contemplare la bellezza delle acque, e ricorda le volte in cui, nella piccola barca mossa dalle onde, aveva temuto che fossero risucchiati. Ma il nonno lo rassicurava, raccontandogli la storia del lungo pesce-serpente colorato che abitava sul fondale. Non si curava né degli altri pesci, né degli uomini. Tranne quando questi ultimi rischiavano di affogare: allora risaliva in superfi cie e li portava in salvo avvolgendoli col suo corpo, senza che loro nemmeno lo sapessero! Quante volte, rincuorato, il bambino si era chiesto se il pesce-serpente esisteva davvero...
Convinto che al fanciullo ormai cresciuto non rimanga più molto da vivere, il pesce decide di esaudire il suo antico desiderio, e si porta sulla superficie del lago, là dove nessuno lo aveva mai visto, formando una striscia brillante e luminosa dalla riva di Sulzano alle due isole.
 

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Comunicato stampa del 3 Dicembre 2015: È giunto alla seconda ristampa il libro I dispetti di Nedim

3 Dicembre 2015

Edizioni EventualMente rende noto che il libro I dispetti di Nedim di Fabiola Marchet è giunto alla seconda ristampa, visto il grande successo ottenuto fi n dalla prima edizione, inserendosi così nella classifi ca dei più bei libri per ragazzi da 8 a 12 anni da regalare a Natale.

Nedim è un bambino bosniaco che, durante le guerre jugoslave nel periodo 1991-95, riesce a scappare da Sarajevo con la sua famiglia e a riparare in Italia. Viene iscritto alla scuola elementare senza sapere l’italiano, così i genitori chiedono l’ausilio di Angela, una giovane e paziente insegnante che ha il compito di insegnargli la nuova lingua. Ma Nedim detesta studiare e preferirebbe trascorrere i pomeriggi giocando con il computer e girovagando in bicicletta.
Due sono i modi per levarsela dai piedi: o imparare rapidamente l’italiano oppure renderle la vita diffi cile in modo che decida di andarsene per disperazione. Nedim opta per la seconda opzione trascinando Angela in una serie di esilaranti avventure. Tra alti e bassi, manifestazioni di odio e affetto, a un certo punto si arrenderà alla sua presenza, ma sarà troppo tardi…

I dispetti di Nedim è una divertente storia per ragazzi da 8 a 12 anni ispirata a una storia vera. La narrazione si sviluppa tra Italia, Cipro e Russia, mentre sullo sfondo aleggia l’incubo di quella serie di confl itti armati che hanno coinvolto diversi territori dell’ex-Jugoslavia negli anni ’90, causandone la dissoluzione.
«Quell’incubo di tante persone morte senza nessuna colpa, solo per la loro religione o il luogo di nascita, Nedim non l’ha più scordato, anzi lo porta ancora impresso negli occhi e nel cuore» afferma l’autrice. «Oggi, a distanza di 20 anni, le tematiche di questa storia sono più che mai attuali. E i ragazzi sono molto sensibili a quanto accade attorno a loro.»

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Comunicato stampa del 30 Novembre 2015: Il freddo rumore giunge alla terza ristampa: diario di una vittima della droga e della vita

30 Novembre 2015

È arrivato alla terza ristampa Il freddo rumore, l’ultimo e intenso libro di Nicola Rampin, autore veneto che ha fatto della Sicilia la sua casa. Il diario-racconto, pubblicato da Edizioni EventualMente, è ambientato proprio nella sua Padova, nell’estate del 2002, ed ha come protagonista una tossicodipendente che entra controvoglia in una comunità di recupero in seguito a un’overdose che le ha fatto rischiare la vita.

Per molti, ma non per tutti, questo libro può spiazzare chi non è abituato alle storie dolorose, crude e travolgenti.

Mentre affronta giornate per lei monotone, confusa e arrabbiata ma costretta a restare lucida, senza potersi rifugiare nella dose o nel buco che le hanno permesso a lungo di nascondere le difficoltà, Laura usa le sue doti di scrittrice alle prime armi per confidare a un diario alcuni episodi della sua vita di amore e degrado, vissuti intensamente, come in un dormiveglia, dove tutto viene tollerato perché in fin dei conti non è importante, nell’attesa di risvegliarsi in un’altra condizione e realtà.

La penna di Laura racconta i tormenti per gli amori prima trovati e poi persi nel modo peggiore: Antonio e Manuela le sono entrati nell’anima, ma la morte ha interrotto quei legami, lasciando solo siringhe, sporcizia e buio.

È questo il prezzo che si paga per eliminare i profondi e radicati disagi esistenziali? Può il freddo della morte essere l’unica via di uscita al rumore di una vita amara, ingannevole e confusa?

Il coraggio di farsi amica la morte, Laura non ce l’ha. Vittima della droga, è anche vittima della vita, perché continua ad aspettare un cambiamento. Resusciterò, annuncia a se stessa, per poi ammettere che ci vuole coraggio per suicidarsi, ma forse ci vuole più coraggio per la vita. Conoscendo la perfetta inutilità della speranza, meglio aspettare in quello stato di benessere, di magico vuoto, del tutto effimeri. Pur sapendo che ogni concessione a questo bisogno è una sconfitta che la avvicina alla fine.

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Comunicato stampa del 11 Aprile 2015: Riemergere più forti dalle illusioni dell'amore. Tempo e distacco anche fisico sono le medicine per l'anima, spiegano le poesie raccolte nel libro della promessa siciliana Giovannella Sallemi

11 Aprile 2015

“Sono vinta. / E rinasco / nell’amare la farfalla / che vive un giorno.” È un percorso di rinascita e cambiamento quello raffigurato dalle poesie di Jo (Giovannella) Sallemi, raccolte nel suo libro d’esordio Immergersi – Forme di vita. Il talento poetico della scrittrice siciliana è stato scoperto da Edizioni EventualMente®, la casa editrice ragusana specializzata proprio nella letteratura in versi, che questo mese pubblica il suo primo volume.

Le ventuno poesie che compongono l’opera, alcune molto brevi, altre più articolate, sono unite dal filo conduttore della sofferenza interiore per un amore ormai finito, che ancora sopravvive nel cuore dell’autrice non più come fuoco ardente, bensì come sola brace. Non ispira più emozioni trascinanti come la fiamma che avvampa, ma al contrario lo si guarda con distacco. Fissare una brace riporta alla realtà, a percepire il contesto dopo l’emozionante attrazione generata dalla vampa.

È stata questa l’immersione da cui Jo Sallemi è ormai uscita, e sceglie consapevolmente di soffocare il suo fuoco senza fretta, con il solo aiuto del tempo e della distanza. “S’alza la marea fino alle soglie dell’anima”, così l’autrice raffigura quel sentimento di rabbia impotente di fronte all’amore non corrisposto, o peggio tradito, che tutti hanno provato qualche volta nella vita. Lo affronta con quell’approccio di antica saggezza meridionale basato sulla capacità di sopportare guardando oltre, sicuri che nessuna delusione, per quanto grande, può fermare lo scorrere del tempo. Il giunco si piega di fronte al temporale, che alla fine svanisce, mentre il giunco rialza la testa: “Tutto è spinto a riva. / Cerca di diventare conscio / presente. / Ma la marea si abbassa. / Rientrano le acque / ed è passato.”

Nella realtà l’autrice ha scelto di interporre una distanza fisica con l’amato, tornando nella natìa Sicilia dopo dieci anni trascorsi in Toscana. Il cambio di prospettiva è raccontato da quattro poesie scritte in momenti successivi, e unite da un verso ricorrente: “sei tu che perdi me”. La consapevolezza che siamo noi, non gli altri, a definire il nostro reale valore, le permette di affrontare la sofferenza tenendo lo sguardo fisso sull’uscita. Fino a varcarla e guardare indietro senza rimorsi: “La distanza che ho preso non è ancora sufficiente / Ma è abbastanza per vedere che sei un punto nello spazio ormai”.
Prima o poi lo scorrere del tempo restituisce anche la forza per riaprire la scatola delle esperienze sofferte, per estrarne quelle parti che desideriamo comunque portare con noi, perché hanno valore a prescindere: “Cosa nascondo nel pugno stretto / Quella sabbia su cui scrivesti ti voglio bene / Quella sabbia che rubai prima che l’onda cancellasse le tue parole.”

In questa vicenda personale, ma tanto comune e quindi comprensibile da tutti, come dovrebbe essere sempre la letteratura, trova spazio anche l’attualità: una poesia è infatti dedicata a Parigi, colpita dal tragico attentato terroristico alla rivista «Charlie Hebdo». Seguita da un’altra dedicata a un ipotetico internato nel famigerato campo di concentramento di Dachau, come a ricordarci che noi europei l’orrore non l’abbiamo solo subito, ma anche imposto.

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Comunicato stampa del 9 Febbraio 2015: La vita nascosta dentro il sogno. Un viaggio onirico popolato di personaggi sfuggenti, perchè a volte la realtà è così dura che la mente deve usare una maschera

9 Febbraio 2015

Una storia narrata in prima persona tra realtà e immaginazione, tra narcolessia e autismo, tra schizofrenia e criminalità. Così ho deciso, in uscita a febbraio per l’editore siciliano EventualMente®, è il romanzo d’esordio di Valentina Di Blase, classe 1980. Un romanzo di sole 40 pagine, breve ma intenso, come gli eventi musicali e culturali che l’autrice ha raccontato per oltre un decennio sulle pagine della rivista «Il Mucchio Selvaggio».
 
La storia, quasi priva di elementi spaziali e temporali, si sviluppa nella mente del protagonista. Un viaggio onirico, a tratti allucinato, in compagnia di personaggi dapprima indistinti, poi messi lentamente a fuoco, infi ne sfumati nel nulla, senza dare al lettore alcuna certezza. La piena comprensione e l’aspetto razionale diventano obiettivi secondari: conta il viaggio, non la meta.
 

Il tema della personalità disturbata, quando non della vera e propria follia, esercita una forte attrattiva sui giovani autori, come Valentina Di Blase. Non solo in letteratura, come dimostra il recente premio internazionale vinto da The Town of Light, un videogioco nominato “miglior progetto emergente” alla recente Game Connection di Parigi: ambientato nell’ex ospedale psichiatrico di Volterra, è stato realizzato da un gruppo di giovani sviluppatori italiani.

E quando il lettore di Così ho deciso ha ormai rinunciato a capire, godendosi semplicemente gli stimoli del viaggio, arriva il colpo di scena, il pugno allo stomaco con cui l’autrice dimostra di avere anche una vena drammatica.

«Ho provato ad andare oltre il tangibile, cercando di sprofondare nel mio essere, nascondermi dietro la maschera di un personaggio inventato ma intriso di me stessa» spiega Valentina Di Blase. «La fantasia e l’istinto hanno creato ambientazioni e personaggi che uscivano fuori inaspettatamente. Un’esperienza catartica e spesso spaventosa, ma vera.»

Storico comunicati stampa

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Comunicato stampa del 3 Ottobre 2014: Poeti sotto l'albero di Natale. Hai una poesia nel cassetto? Partecipa anche tu all’edizione 2014 “Il Rumore della Poesia” Scadenza il 10 novembre

3 Ottobre 2014

Per il terzo anno consecutivo, Edizioni EventualMente® promuove la pubblicazione de Il Rumore della Poesia, un’elegante antologia di componimenti in versi con lo scopo di offrire visibilità ai poeti e artisti italiani, esordienti e non.
La raccolta antologica, disponibile a partire dal 1° dicembre 2014, si avvale quest’anno di una nuova formula: gli autori non saranno solo gratificati dalla pubblicazione, ma potranno personalizzare l’intero volume dedicandolo alle persone care in occasione delle festività natalizie. Sarà proprio Edizioni EventualMente® a recapitare ai destinatari le copie prenotate, aggiungendo un simpatico biglietto con dedica delle dimensioni di 12x17cm. La spedizione è prevista entro il 10 dicembre.
 
Pubblicare poesie in Italia è difficile. Da tempo mancano gli investimenti su questo genere letterario che ha dato al nostro Paese alcuni degli scrittori più ispirati di sempre. La formula studiata dall’editore siciliano, semplice e conveniente, permette agli autori di ottenere visibilità senza ricorrere alla pubblicazione a pagamento. È sufficiente acquistare la propria copia della raccolta, con in più la possibilità, figlia di quel calore umano tipicamente meridionale, di farla arrivare direttamente a una persona cara con un biglietto di auguri.
 

Ogni autore che desidera comparire nell’antologia può inviare da una a tre poesie inedite, della lunghezza massima di trenta versi a tema libero, assieme a un breve curriculum letterario e al codice fiscale, entro e non oltre il 10 novembre 2014. A ogni poeta verranno riservate da una a tre pagine dell’antologia, che verrà inserita in catalogo nella collana Frangipani.
La partecipazione è gratuita, previa prenotazione di una copia del volume al costo di 10 Euro da inviare assieme agli elaborati, tramite assegno, vaglia postale o bonifico (intestati a Nicola Rampin), a Edizioni EventualMente/Il Rumore della Poesia, viale della Riscossa 2c/2d, 97013 Comiso Località Pedalino (RG). È previsto uno sconto su ordini superiori a una copia.

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Comunicato stampa del 18 Settembre 2014: Emozioni senza nome nelle Immagini spezzate di Claudio Rampin.

18 Settembre 2014

Si intitola Immagini spezzate la nuova raccolta di poesie dell’autore novarese Claudio Rampin, appena pubblicata da Edizioni Eventualmente. Poesie brevi, introspettive, che scaturiscono da uno spirito analitico e sensibile capace di isolarsi per immergersi in un mondo diverso e parallelo, a volte incatenato al passato, dove i tempi sono dilatati e i rumori ovattati, e dove è possibile cogliere quegli attimi e quei dettagli che sfuggono ai più.
 
Immagini spezzate deve il titolo alla precedente pubblicazione Un cuore sotto la pioggia (2007), di cui è il proseguimento. Sono infatti la tristezza e il dolore i temi che ricorrono nei versi di Rampin, ma anche la solitudine, l’indifferenza, l’ansia, il vuoto, la fatalità, gli incidenti di percorso, la stanchezza. Ciò che colpisce maggiormente è proprio la capacità dell’autore di tradurre in parole quelle sensazioni ed emozioni, che spesso ci trovano impreparati e disorientati, al punto che risulta difficile persino raccontarle e condividerle con altri. Allora ci si affida all’ispirazione poetica, quasi come una sorta di codice, ed è in queste Immagini spezzate che ognuno di noi può trovare qualcosa di se stesso.
 

Il pensiero di Rampin vola spesso a persone scomparse anche prematuramente, che hanno lasciato un segno nella sua vita. Ha una parola per tutti, dagli amici privati ai personaggi pubblici, come Marylin Monroe e Lady Diana, Alda Merini e Giovanni Paolo II, Enzo Biagi e Mike Bongiorno.
E come tutti i poeti, spesso si ritrova ad andare controcorrente, col disperato desiderio di esprimere la propria autenticità, semplicità e umanità.

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Comunicato stampa del 7 Maggio 2014: La mafia è l'unica cosa dinamica della Sicilia. Parola di chi vuole sconfiggerla davvero.

7 Maggio 2014

È uscito per Edizioni Eventualmente I figli della terra dei ciclopi di Adalgisa Biondi, un interessante saggio sulla mafia siciliana, che nonostante le storiche, gravissime conseguenze sulla società italiana e internazionale, non si può ancora definire pienamente compresa, né sconfitta.
 
Prendendo le mosse da un’inchiesta condotta per il giornale «L’Attualità», l’autrice approfondisce argomenti già presenti nell’articolo aggiungendo riflessioni di carattere sociologico, storico e filosofico, sia personali che di stimati scrittori ed esperti, per stimolare il lettore alla discussione. «Da siciliana, non potevo esimermi dal parlare, doverosamente e moralmente, di mafia», sostiene la Biondi, «ma dovevo sforzarmi di guardare alla mafia con formazione critica e non dogmatica. Perché l’errore fatto da tante e autorevoli penne, è la dimensione mitica che si è data a un fenomeno che invece è semplicemente frutto dell’atavica ignoranza dei siciliani.»
 
La mafia è diventata infatti così famosa da assumere nel tempo una propria celebrità, una dimensione impropriamente folcloristica, ispirando famosissimi esempi di letteratura e cinema. Con tutta questi occhi puntati addosso, la mafia dovrebbe essere ormai un fenomeno senza segreti. Invece, sotto sotto è rimasta difficile da sconfiggere, rispetto ad altre associazioni criminali. «Perché il problema in Sicilia è proprio questo: la mafia, seppur sanguinaria, è l’unica cosa veramente dinamica dell’isola, perché ha un progetto che, anche se criminale, tende ogni volta verso qualcosa di nuovo, il pizzo, la droga, la politica, la finanza, mentre tutto il resto è statico, e per camuffare questa staticità, fa un passo in avanti per poi farne immediatamente uno indietro.»  

I figli della terra dei ciclopi vuole essere qualcosa di innovativo nel panorama degli studi sulla mafia.
Cosa Nostra esiste ancora e va contrastata. Lo sapevano bene Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, entrambi convinti che parlare di mafia è sempre meglio che tacerne, ma che bisogna viverla con lucidità, per evitare di fare bene al suo mito, e male ai siciliani.

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Comunicato stampa del 17 Aprile 2014: Ristampa dell'ultima opera di Fabiola Marchet.

In ristampa dopo pochi giorni dalla pubblicazione!

"I dispetti di Nedim", il nuovo libro di Fabiola Marchet pubblicato da pochi giorni, è già in ristampa.
Il libro ha già un riscontro importante dalla critica e dai lettori.
E' il fenomeno del momento, molte persone ne parlano e molti lo attendono nelle librerie.

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Comunicato stampa del 20 Marzo 2014: Poesie per curare l'anima.

20 Marzo 2014

Con le sue opere Roberta Gelsomino vive la poesia come una vera e propria attività terapeutica.

È uscito questo mese Fiammelle, il nuovo libro di poesie di Roberta Gelsomino, edito da Edizioni EventualMente.
 
Da che mondo è mondo, la poesia è stata utilizzata come strumento di esplorazione e comprensione dell’Io, spesso per dare sfogo alle proprie emozioni. Ma solo negli ultimi anni è stato riconosciuto il valore terapeutico dell’arte poetica, attività creativa che dà un valido sostegno e aiuto psicologico, permettendo al paziente di esprimere ciò che altrimenti non riuscirebbe a comunicare.
E le poesie di Roberta Gelsomino si collocano proprio tra i libri di arte terapia, «in una costante ricerca di senso che indaga e interroga la Natura e la Storia, Dio e gli uomini». La voce di questa giovane poetessa tratteggia personaggi che esprimono la sua stessa essenza femminile, svela sentimenti universali e profondamente umani, porta con sé un lungo percorso di sofferenza
 

Destino ostile
puoi farmi attraversare lingue di fuoco
e vortici senza fine,
ma se il mio cuore è una gabbia
Lei sarà sempre la mia chiave...

 

Dall’interno di una gabbia, nido e prigione allo stesso tempo, si libra la voce di un’anima: quella di una bambina in attesa di un abbraccio della madre, di una giovane che sogna di specchiarsi in uno sguardo innamorato; di una donna disillusa che continua tuttavia ad affrontare un mondo spesso ingiusto, crudele e ipocrita.

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Comunicato stampa del 18 Marzo 2014: Dalla padella nella brace: le avventure di Nedim

18 Marzo 2014

Fuggito dalla guerra per finire a lottare ogni giorno contro la terribile maestra italiana.

Fresco di stampa è uscito "I dispetti di Nedim" di Fabiola Marchet, il libro che inaugura la collana di narrativa per ragazzi della casa editrice EventualMente.
 
Nedim è un bambino bosniaco di dieci anni che, durante le guerre jugoslave tra il 1991 e il 1995, riesce a scappare da Sarajevo e a riparare in Italia con la sua famiglia. Per poter imparare l’italiano e frequentare la scuola come tutti gli altri bambini, i genitori lo affidano ad Angela, una giovane insegnante paziente e carina. Per Nedim, che detesta studiare e vorrebbe trascorrere il suo tempo giocando con il computer e andando in bicicletta, è come cadere dalla padella nella brace: dovrà trascorrere ogni pomeriggio con quella rompiscatole!
 
Per levarsela dai piedi ci sono due modi: o imparare subito l’italiano oppure farla ammattire in modo che se ne vada di sua spontanea volontà. Nedim opta per la seconda soluzione, trascinando Angela in una serie di esilaranti avventure. Tra alti e bassi, odio e affetto, alla fine riuscirà ad accettare la sua presenza, ma sarà ormai troppo tardi...
 
I dispetti di Nedim è una divertente storia per bambini di 8-10 anni. La narrazione si sviluppa tra Italia, Cipro e Russia, mentre sullo sfondo aleggia l’incubo di quella serie di conflitti armati che hanno coinvolto diversi territori della ex-Jugoslavia negli anni ’90, causandone la dissoluzione. Quell’incubo di tante persone morte senza nessuna colpa, solo per la loro religione o luogo di nascita, Nedim lo porterà per sempre impresso negli occhi e nel cuore.
Ma è pur sempre un bambino vivace, curioso disordinato e svogliato, come tanti bambini che in lui si riconosceranno e potranno ridere delle sue avventure e disavventure.

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Comunicato stampa del 1° Giugno 2013: La mafia finirà quando i giovani le negheranno il consenso

1° Giugno 2013

Per opporsi alle mafie nel Sud Italia ci vuole coraggio. Ancor più senza armi.
Come i giovani di Addiopizzo Catania.
Questo è il romanzo della loro esperienza.

Quello del "pizzo" è un fenomeno che unifica commercianti, artigiani e professionisti di molti regioni italiane, soprattutto del sud. Oggi però la Sicilia ha finalmente iniziato ad alzare la testa e a proporsi come terra di antimafia, grazie al rafforzamento di movimenti di lotta al racket, che promuovono diverse iniziative, anche di consumo critico.
 
Tra queste spicca l'Associazione Addiopizzo di Catania, di cui Edizioni Eventualmente, casa editrice siciliana attenta in particolar modo alle tematiche del sud Italia, ha dato alle stampe il libro Marca Elefante non paga pizzo. Marca liotru è un modo di definirsi dei catanesi, qui tradotto con "Marca Elefante", con riferimento all'elefantino in pietra lavica simbolo di Catania chiamato appunto Liotru, storpiatura di Eliodoro.
 
Scritto con l'ausilio di Tommaso Maria Patti, questo libro racconta la storia romanzata di alcuni ragazzi romani di origine catanese che conoscono dei giovani fondatori dell'Associazione Addiopizzo Catania, impegnati in un'importante azione di volontariato volta a contrastare il pizzo e quindi ad aiutare gli esercenti e gli imprenditori a ribellarsi e affrancarsene una volta per tutte. Consapevoli che l'indifferenza di molti favorisce la prepotenza di pochi, il loro scopo è proprio quello di risvegliare le coscienze della gente, nella speranza di riscattare un'intera terra, la Sicilia, dalla criminalità organizzata, affinché tutti possano finalmente vivere con dignità.
 
I ragazzi romani si lasciano coinvolgere dal giovane gruppo catanese iniziando così una sorta di emigrazione di ritorno nella loro regione natale per battersi contro il suo cancro. Di fatto la loro è un'azione culturale capillare nelle scuole e nelle università, prima che un intervento operativo sul campo, che pure è presente. Questi ragazzi vengono descritti con i loro problemi personali, gli amori, le difficoltà lavorative ed esistenziali tipiche del XXI secolo, ma finiscono per rappresentare la fiducia in un futuro migliore per Catania, "città dinamica, soprattutto dal punto di vista commerciale e industriale, ma terribilmente statica da quello sociale, oltre che spesso bloccata da troppi freni, troppi interessi, troppe illegalità, troppe burocrazie volute per mettere i bastoni fra le ruote agli onesti e favorire gli amici...". Una terra bellissima che è però anche una giungla selvaggia nei rapporti sociali, economici, culturali, dove ogni bene e ogni male italiano viene accentuato. Serve l'impegno di tutti per non lasciare sole le vittime del ricatto mafioso.
 
E questo romanzo dal finale aperto, scritto in un linguaggio volutamente semplice e piano, valorizza proprio questo entusiasmo e questa voglia di cambiamento.

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Comunicato stampa del 1° Settembre 2013: La meraviglia è nemica della prudenza

1° Giugno 2013

Edizioni Eventualmente®, piccola casa editrice siciliana che ha in catalogo titoli originali di nuovi talenti, soprattutto del Sud, presenta un saggio di approfondimento della giornalista e poetessa Fausta Genziana Le Piane sull'assai apprezzato romanzo L'arte della gioia di Goliarda Sapienza, attrice e scrittrice scomparsa nel 1996.
 
L'arte della gioia, dato alle stampe postumo nel 1998, è un capolavoro letterario giustamente riconosciuto come tale dalla critica internazionale.
Narra la storia di Modesta, donna siciliana di inizio '900, forte e coraggiosa, che sfida l'ambiente povero e oppressivo in cui nasce per intraprendere una crescita culturale, fisica, spirituale e sensuale. Percorso inconcepibile per la cultura locale dell'epoca smascherata nei suoi usi e costumi arretrati. Un secolo dopo il tema è ancora di grande attualità in Italia, come dimostra la tragedia quotidiana del femminicidio (moderna versione del delitto passionale), o il problema di garantire la presenza femminile negli organi decisionali politici e aziendali.
 
Fausta Genziana, letteralmente rapita dall'intensità della narrazione, ha voluto approfondire le tematiche in essa presenti per raggiungere quanti più lettori possibile, evidenziando alcune piste di lettura che compaiono a ogni tappa della maturazione di Modesta. "Da molto tempo cercavo un incontro con una donna di cui scrivere, intelligente, forte, anticonformista dalle parole limpide e potenti", afferma. "Ho trovato Goliarda Sapienza, del sud come me. È stato un colpo di fulmine ed una vera rivelazione."
 
Temi quali le donne "intese come universi sconosciuti, territori da esplorare e scoprire, veri unici poli di attrazione e fari nella notte dei tempi e dei mondi", l'arte della gioia e della finzione, l'importanza dello studio delle parole e il viaggio, ma anche la povertà, le tradizioni, il libero amore, il carcere, la malattia tra realtà e fantasia, e la rinascita. Insiste molto Fausta Genziana sulla metafora dei capelli, attraverso cui la Sapienza illustra l'indole dei personaggi e il rapporto della protagonista con loro, arricchita da un'interessante analisi sul significato storico-mitologico della chioma ("...le donne istruite libere portano i capelli corti")
 
Il saggio si conclude con l'intervento di persone che conobbero personalmente Goliarda Sapienza e che aiutano a comprenderla meglio: il poeta e scrittore Beppe Costa, il dottor Alberto Vaudo, il pittore Ruggiero di Lollo, i poeti Plinio Perilli e Paolo Ruffilli.

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Comunicato stampa del 10 Ottobre 2013: Discesa all'inferno, con le parole per raccontarlo

1° Giugno 2013

È disponibile in libreria Il freddo rumore, l'ultimo libro di Nicola Rampin, poeta ed editore di origini venete, il cui impegno culturale e artistico è indirizzato soprattutto verso il rispetto delle opinioni.
 
Il freddo rumore è un racconto intenso che può spiazzare il lettore non abituato a questo genere di storie. Laura è una tossicodipendente, entrata controvoglia in una comunità di recupero in seguito a una overdose che le ha fatto rischiare la vita. Mentre affronta giornate per lei monotone, confusa e arrabbiata ma costretta a restare lucida, senza potersi rifugiare nella 'dose' o nel 'buco' che le hanno permesso a lungo di nascondere le difficoltà, Laura usa le sue doti di scrittrice (è un'autrice disoccupata) per confidare a un diario alcuni episodi della sua vita. Ambientato a Padova, tra i mesi di giugno e settembre 2002, il racconto è una successione di episodi di amore e degrado, vissuti intensamente, come in un dormiveglia dove tutto viene tollerato perché in fin dei conti non è importante, nell'attesa di risvegliarsi in un'altra condizione e realtà.
 
La penna di Laura racconta i tormenti per amori trovati e persi nel modo peggiore: Antonio e Manuela le sono entrati nell'anima, ma la morte ha interrotto quei legami, lasciando solo siringhe, sporcizia, il buio.
È questo il prezzo che si paga per eliminare i profondi e radicati disagi esistenziali? Può il freddo della morte essere l'unica via di uscita al rumore di una vita amara, ingannevole e confusa?
Il coraggio di farsi amica la morte, Laura non ce l'ha. Vittima della droga, è anche vittima della vita, perché continua ad aspettare un cambiamento. resusciterò, dichiara, per poi ammettere che ci vuole coraggio per suicidarsi, ma forse ci vuole più coraggio per la vita. Conoscendo la perfetta inutilità della speranza, meglio aspettare in quello stato di benessere, di magico vuoto, del tutto effimeri. Pur sapendo che ogni concessione a questo bisogno è una sconfitta che la avvicina alla fine.

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Comunicato stampa del 18 Maggio 2012: Successo per la presentazione romana delle opere della poetessa e giornalista, Fausta Genziana Le Piane

Consenso e boom di vendite per la presentazione romana delle opere di Fausta Genziana Le Piane. La poetessa, giornalista e francesista, di origini calabresi ma romana d'adozione, ha presentato, a Roma in Via Manlio Capitolino presso la “Libreria Café letterario Mangiaparole”, tre opere della sua ultima produzione letteraria. “Fausta si fa in tre” è lo slogan coniato dalla scrittrice per annunciare la presentazione dei libri editi da “Edizioni Eventualmente®” giovane casa editrice ragusana. “Interviste a poeti d'oggi” (2010), “Gares/stazioni” (2011) un'incantevole raccolta di liriche (in italiano e francese) e l'ultimo lavoro “La meraviglia è nemica della prudenza” (2012) un invito alla lettura dell'Arte della gioia, capolavoro del '900 della poetessa catanese, Goliarda Sapienza.
 
In “Interviste a poeti d'oggi”, l'autrice conduce sapientemente, entrando in punta di piedi nell'animo e nelle case altrui, una decina di interviste a nomi illustri della letteratura del novecento italiano (Italo Evangelisti, Maria Luisa Spaziani, Dacia Maraini, Giorgio Carpaneto, Paolo Ruffilli, Corrado Calabrò e altri ...): un modo semplice e inusuale per avvicinare, con stupore, anche il pubblico più diffidente, alle gioie dispensate dalla poesia. In “Gares/stazioni” l'autrice presenta invece una quindicina di liriche, dirompenti ed evocative, con le quali “giunge a creare un mondo in cui l'infinitamente grande affianca l'infinitamente piccolo” (dalla Prefazione di Patrick Blandin). Vi troviamo disseminata una geografia di paesaggi urbani (stazioni, caffè, taxi, alberghi etc..) che tramite l'evocazione dell'immagine/suggestione diventano paesaggi mentali, vivi e pulsanti. “La meraviglia è nemica della prudenza” è invece un intelligente e pratico saggio che invita alla lettura (o rilettura) dell'Arte della gioia di Goliarda Sapienza. “Il saggio è utilissimo - dice Paolo Ruffilli nella prefazione - , e guida attraverso gli snodi principali della biografia della scrittrice catanese, per poi portarci dentro il mondo della sua scrittura”.
 
Tre opere apparentemente diverse, ma in realtà omogenee, perché legate da quell'invisibile e indistruttibile filo conduttore che è la poesia. L'evento letterario che ha visto un pubblico numeroso e partecipe, ha visto l'intervento oltre che dell'autrice, del professor Plinio Perilli, noto poeta romano e critico letterario, che ha spaziato brillantemente nell'illustrazione delle tre opere, con riferimenti estemporanei e insoliti. Particolarmente suggestiva la lettura di alcuni brani tratti dalle opere di Genziana Le Piane, eseguita dall'attrice teatrale di origini catanesi, Evelyn Famà. Visto il consenso ottenuto, la casa editrice ragusana (presente all'evento), sta programmando per i prossimi mesi, altre presentazioni in tutta Italia.

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